Chi va in moto sa che esistono strade per riscoprire sè stessi. Quando il motore gira regolare e il traffico sembra dileguarsi verso altri orizzonti, il silenzio nel casco lascia spazio a idee e pensieri. Viaggiare diventa così un'esperienza sempre piu soggettiva. E nello stesso tragitto conducente e passeggero vedono, scoprono e sentono mondi diversi. A volte i pneumatici segnano l'asfalto. Altre volte le idee segnano il tempo.
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INSEGUENDO UNA CICOGNA
Arriverà, prima o poi.
Ormai non dovrebbe mancare tanto.
Al massimo 30 giorni. E poi arriverà.
Una bella cicogna rosa.
La sto già aspettando a bordo strada, con la moto accesa e il pieno di benzina.
... ... mah ... forse ... ancora un attimo ... lì che c'è? ... sembrerebbe .... sembrerebbe proprio ... ... ... ... no!
E' solo un gabbiano.
Rimango ancora ad aspettare.
FURORE
In garage è crollato un mobile che doveva essere buttato 5 anni fa. Pieno di cose che dovevano seguirlo a suo tempo nel cassonetto.
Tutto, ma proprio tutto, è piombato sulla moto.
Risultato: serbatoio ammaccato, leva della frizione piegata e qualche adesivo graffiato.
I vicini si sono chiesti perché imprecassi sotto le loro finestre...
COPPA AMERICA
Mare, panorama, sole, vento.
Vedere queste barche che vanno di bolina in piega sul mare mi fa pensare alle moto.
Ecco James Spithill fuori dallo scafo con il ginocchio sulle onde e il casco luccicante...
Non sarebbe male, visto che siamo indietro di 80m contro New Zealand nel secondo lato di poppa sul 4-0 in finale di Louis Vitton Cup!
Chissà il mitico Vale come se la caverebbe tra drizze da cazzare e rande da regolare.
UN ATTIMO
La folata. Il rombo, Il filo d'erba che si piega. Il rumore che si va attenuando. Il ritorno del silenzio.
E' passata una moto.
UN POSTO IN PIU'
Accendi, corri, piega, frena, spegni.
Più o meno sempre. Più o meno tutti i giorni.
Finchè qualcosa cambia.
Un imprevisto, un viaggio, un sogno... e tutto cambia.
Soprattutto quando qualcuno ti dice che devi aggiungere un posto sulla tua moto: i due esistenti non bastano più. Ne serve uno più piccolo, magari rosa, tra te e il manubrio.
"Altrimenti come la porta sua figlia in moto?" mi sono sentito chiedere da uno scherzoso ginecologo.
Vada per il terzo posto (giusto per una foto in barba al Codice della Strada), ma dove lo trovo un casco, magari rosa, piccolo quanto la mia mano?
(....) Comunque la spedizione mi dava una buona ragione per rimettermi in viaggio, per riprovare quella gioia unica che solo i drogati di partenze capiscono, quel senso di libertà che prende nell’arrivare in posti dove non si conosce nessuno, di cui si è solo letto nei libri altrui, quell’impareggiabile piacere nel cercare di conoscere in prima persona e di capire. (....)
Tiziano Terzani,
tratto da “Buonanotte signor Lenin”
edizioni TEA DUE, 1992
Dopo un bel po' di tempo torno ad "innaffiare" di pensieri questo pezzetto di Web. Spero ne nasca qualcosa.
CARO BABBO NATALE...
Sono tante le orme che quest’anno ormai alle porte lascia sulla spiaggia dell’anima, a un passo dalla linea continua del mare delle emozioni. Il percorso finora compiuto scompare dietro di noi, e corre parallelo alla linea azzurra dell’orizzonte dei sogni.
Difficile trovare le parole per un bilancio di quanto è stato fatto, e ancora più difficile stilare la lista delle cose ancora da fare. Elencare i desideri che colorano il nostro io, come farebbe un bambino proprio nella sua letterina a Babbo Natale, sembra ormai assurdo. Eppure è così semplice… L’eccessiva semplicità lo rende addirittura complesso per chi, come me, comincia a perdersi nella complessità della vita.
Ci si arrocca in castelli fortificati che possono venire giù al primo colpo di vento, anziché costruire castelli in aria con i sogni di un bambino.
Un bambino. Che bello sarebbe tornare bambini, almeno per un po’. Per riscoprire in noi stessi il significato della vita, e ancorarsi a quello una volta tornati grandi.
Caro Babbo Natale, ecco il primo dono che vorrei quest’anno: una chiave. Non è assurdo, se la chiave è quella che voglio io. Niente assurdità. Proprio come i bambini, che non concepiscono assurdità. Solo cose che possono essere comprese. Magari a volte con un po’ di difficoltà, ma poi sempre comprese. Perché un bambino, a modo suo, trova sempre una chiave di lettura di quello che gli accade intorno…
La chiave io l’ho persa. E la vorrei ritrovare, magari sotto il bel albero di Natale preparato a casa con tanta dedizione.
E se proprio ti avanza un po’ di spazio sulla slitta – sempre che Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donder e Blitzen non abbiano nulla in contrario – ce la fai a portarci un sogno tutto nuovo?
P.S.: capisco il rispetto della tradizione, ma pensa che bello gironzolare per tetti e comignoli la notte di Natale a bordo di una moto...
DI NUOVO IN STRADA
Passano i giorni e le settimane, ma la voglia di traiettorie, vibrazioni, accelerazioni, aria, velocità, rimane sempre dentro.
Basta un piccolo gesto di un uomo con una tuta da meccanico addosso (e svariati soldini, ahime) per tornare a volare. Di nuovo in moto, di nuovo per strada.
Che bello. Addio spooter monomarcia, monocavallo, monotono.
Proprio stamani un'appuntamento fuori porta per ritrovare l'emozione del ginocchio che sfiora l'asfalto, del polso che gira e tutto scatta in avanti. Lasciarsi dietro il traffico, le auto, il pirla che prima mi ha tagliato la strada e ancora pretende ragione. Via tutto.
Il bello non è soltanto accelerare e correre, ma anche andare piano, lasciandosi dondolare dalle curve di una strada di campagna in mezzo ad alberi, prati, auto (cazz... non te ne liberi mai!!), nuvole e odore di rugiada.
Dimenticato l'ultimo volo, dimenticati gli euro spesi per tornare a volare.
La libertà non ha prezzo.
E il weekend si avvicina (ovviamente con la pioggia!!)
CONGIUNTURE ASTRALI NEFANDE
La moto ha gradito poco l'ultimo bacio d'asfalto (brutta cosa i sanpietrini inzuppati d'acqua!), e adesso si lascia coccolare dalle mani del meccanico.
Non è questo a farmi sentire tradito, quanto piuttosto lo scooter fornito in sostituzione dall'officina che mi fa sentire un traditore!
Dal '98 che non salivo più su uno sputertrabiccolo.
Che senzazione!
UNA BELLA GIORNATA DI PIOGGIA AUTUNNALE A ROMA
Seguire la gobba d'acqua che si solleva dalla ruota posteriore a corniciare il profilo della moto in movimento.
Ascoltare il fruscio del bagnato e i rumori del traffico come in un mangianastri.
Sentire l'umidità sotto il casco ad annunciare il freddo alle porte.